La doppia vita di un barile di petrolioQuesto articolo è apparso su Le Monde il 17/11/04. La traduzione è a cura di socialpress. Dai pozzi del Mare del Nord fino alle pompe di una stazione di servizio francese, passando per Ginevra ed Anversa, il cammino di un barile di petrolio è tortuoso. All’arrivo il suo prezzo è moltiplicato per 34 volte. Lo slancio dei prezzi della benzina nutre molti sospetti; chi si arricchisce sulle spalle dei consumatori? Per rispondere a questa domanda abbiamo seguito il cammino di un barile (159 litri) di Brent, (qualità di riferimento per l’Europa) della compagnia Total. Una via che sorvola gli oceani, attraversa i continenti, cancella le frontiere, ma conserva la sua parte di mistero. Dai prezzi alla pompa, la vita del barile è agitata, con una molteplicità di interventi e di scambi. ALWYN Due ore e mezzo di elicottero, infagottato, come un astronauta, in una imbracatura di sopravvivenza gialla per atterrare su di un gigantesco "meccano." All’estremità di questo tubo d’acciaio è fissata una trivella che fora il sottosuolo fino alla falda. Grazie a queste perforazioni verticali, un miscuglio d’acqua, di petrolio e di gas a 250 gradi è riportato in superficie. Filtrato e separato, l’oro nero estratto dal giacimento è poi inviato attraverso un oleodotto verso una piattaforma vicina, Cormorant Alpha, utilizzata dalla compagnia Shell. Infine, il grezzo si immette nel reticolo di giganteschi oleodotti che tappezzano il fondo del mare. Queste autostrade sottomarine portano la produzione al terminal BP di Sullom Voe, nelle isole Shetland. Messa in attività nel 1987, la piattaforma d’Alwyn Nord è operativa tutto l’anno, ventiquattr’ore su ventiquattro. L’attività dei 210 impiegati, che rappresentano tutti i campi del mestiere, è frenetica: soggiornano per due lunghe settimane consecutive, saldatori, tecnici, personale addetto alla manutenzione o all’attività alberghiera; lavorano dodici ore al giorno, sette giorni alla settimana, dandosi il cambio. In questo universo maschile, figurano una dozzina di donne, due delle quali sono ingegneri. Questa struttura gigante è largamente automatizzata. Piena di computer, la sala di comando controlla tutto, dalla resa dei pozzi all’invio degli idrocarburi nell’oleodotto, passando attraverso il trattamento dei fluidi estratti.
Di una pulizia immacolata, questo luogo offre una visione estetizzante e virtuale del petrolio. Oggi la pompa di trivellazione non "sputa" più olii neri. Il James Dean del film Il Gigante, che urlava di gioia sotto una pioggia di petrolio, appartiene definitivamente al passato.
Steve, il "comptroller", dai gesti precisi ed efficaci, non smette mai di guardare un voluminoso contatore che calcola il volume di spedizione del grezzo. Colin King, il "patron" scozzese, scruta il mare attraverso l’unico oblò della sua cabina: "Gli olii viscosi del vicino oriente sono vinello, e il ’brent’ è lo champagne," assicura. Leggero, con debole percentuale di zolfo, il brent è assai apprezzato per la fabbricazione della benzina, il nerbo della guerra del petrolio. GINEVRA Sulle carte dello "stato maggiore" la piattaforma di Alwyn non rappresenta che un puntino di matita. Ma in un grigio edificio in mezzo a tanti altri alla periferia di Ginevra (Svizzera), la somma dei piccoli punti posseduti dalla Total in tutto il mondo costituisce una formidabile manna finanziaria. "Compro là dove il grezzo e il più basso e vendo ove è il più alto," questo è il "leitmotiv" del "trading," l’affare al quale si dedicano tutte le compagnie. Il commerciante decide oggi di inviarlo a Rotterdam, nei paesi bassi. Sarà venduto sia a un intermediario, sia ad una raffineria. Alla velocità di un ciclomotore, il tragitto su Manchester tra Sullon Voe e il porto olandese impiegherà una settimana buona. Di là, l’oro nero proseguirà il suo cammino tramite oleodotto sotterraneo fino ad una raffineria belga. I benefici del traffico commerciale per la Total? Impossibile avere una risposta: i petrolieri proteggono gelosamente il proprio bottino. All’evocazione di tale tema la loquacità si inceppa, la voce del mercante si vela: "Diciamo semplicemente che, per i tempi che corrono, gli affari vanno molto bene." "Questa attività di commercio in proprio frutta vere fortune alle compagnie che preferiscono non parlarne perché temono d’essere accusate di parassitismo". Ora questo autentico Eldorado non è che un gioco d’azzardo legalizzato, suggerisce un osservatore della scena finanziaria, prendono la via della Svizzera. Controllata come Fort Knox, la filiale locale del World Trade Center non può essere visitata. Fine dell’incontro e saluti. ANVERSA "Io cerco il petrolio grezzo che, tenuto conto della mia attrezzatura di produzione e dello stato del mercato, rende il miglior margine di utili," spiega Marc Sohier, direttore della raffineria di Anversa (Belgio) che si approvvigiona passando per il mercato ginevrino. Situato nella zona industriale, a una dozzina di chilometri dalla metropoli fiamminga, questo enorme complesso tratta ogni anno 17,5 milioni di tonnellate di greggio per fornire di prodotti petroliferi i mercanti del Benelux del bacino renano germanico e degli Stati Uniti. Lo stabilimento trasforma il greggio in prodotti "bianchi" (carburante per le auto, kerosene per gli aerei e gasolio per i trattori) o "Neri" (combustibile industriale, olii e bitumi), senza dimenticare i gas leggeri che sono il butano ed il propano. La sala di controllo di questo stabilimento che impiega circa 900 persone pilota una produzione interamente automatizzata. Se non fosse per il chiasso assordante delle fornaci e delle due installazioni che bruciano per sicurezza il gas non utilizzato, si potrebbe credere di essere nella hall di una esposizione high-tech. "Lavorare in raffineria può essere frustrante, perché non si vede mai il prodotto finito," prosegue Sohier, "ma ciò è garanzia di sicurezza, perché questi prodotti, portati a un’alta temperatura, sono infiammabili." Staffetta di Phalepinà Seclin, sulla A1 Alle 6 del mattino, un camion cisterna Renault consegna 32.000 litri di gasolio proveniente dalla raffineria di Dunkerque. Il travaso, come viene definito in gergo l’operazione di riempimento delle vasche, avviene in un angolo del porto, di fianco alle pompe. Il conduttore, in tenuta kaki attraversata da strisce riflettenti, versa il diesel in una bocca gialla riservata a questo carburante. Marck Roche venerdì 4 febbraio 2005. |