fonte: ReporterAssociati, 03 Aug 2005
di Antonio Mazzeo
Si accelerano le procedure per la realizzazione del
Ponte sullo Stretto di Messina e i gruppi concorrenti
si lanciano in una girandola di acquisizioni e fusioni
societarie. L’Alta Velocità ferroviaria e le Olimpiadi
di Torino consolidano la leadership della lobby del
Ponte. Fioriscono le allenze con le rampanti imprese
locali.
Luglio da grandi manovre per il settore italiano delle
costruzioni. È bastato l’annuncio del ministro delle
Infrastrutture e dell’amministratore delegato della
Società Stretto di Messina che entro la fine
dell’estate si conoscerà il nome di chi presiederà ai
lavori per il Ponte sullo Stretto, perchè i
concorrenti in gara si lanciassero in una sfida fatta
di reciproche acquisizioni e fusioni onde mutare i
rapporti di forza in campo. Tecnimont, società di
ingegneria del gruppo Edison, in corsa per
l’affidamento dei servizi di Project Management
Consulting (controllo e verifica della progettazione
definitiva, esecutiva e della realizzazione del Ponte
e dei suoi collegamenti stradali e ferroviari) è
finita nelle mani di Maire Holding, il gruppo a capo
di Maire Engineering (già Fiat Engineering), società
che aspira insieme ad Astaldi, C.C.C. Consorzio
Cooperative Costruzioni, Pizzarotti, Vianini Lavori e
Grandi Lavori Fincosit a divenire il General
Contractor del Ponte. Un’operazione finanziaria per
180 milioni di euro, prontamente criticata dall’on.
Anna Donati, capogruppo in Commissione Trasporti dei
Verdi-Unione, attenta osservatrice dei complessi
meccanismi che si muovono dietro il business delle
Grandi Opere infrastrutturali. "Siamo di fronte ad un
caso emblematico in cui controllore e controllato sono
rappresentati dalla stessa società", ha dichiarato la
parlamentare.
"Così la società Maire che ha acquisito Tecnimont -
prosegue Anna Donati - sarà in gara come Maire per il
General Contractor e come Tecnimont per il Project
Management. Per dirla in altre parole essa concorre
sia per la progettazione e realizzazione del Ponte
nella cordata Astaldi, sia per l’incarico bandito
dalla società Stretto di Messina per la vigilanza
delle due attività. In caso di successo della Maire
Engineering in entrambe le gare, ci troveremmo nella
condizione di un controllore che dovrà controllare se
stesso".
L’ennesimo conflitto d’interesse che tormenta la
storia del collegamento stabile tra Calabria e
Sicilia, respinto tuttavia dall’amministratore
delegato di Maire Holding, Fabrizio Di Amato, che nel
ribadire che opere simili "non sono solo necessarie,
ma indispensabili", ha dichiarato che l’acquisizione
"non è legata ad eventuali interessi della holding
nella gara per il Project Management Consulting ma è
stata fatta per favorire lo sviluppo di un polo
italiano nel settore dell’ingegneria".
Comunque sia, la partecipazione di Tecnimont alla gara
per il soggetto controllore della realizzazione
dell’ecomostro presentava di per sè un’anomalia. La
società, sino a qualche giorno fa nella costellazione
del colosso chimico-elettrico in cui è determinante il
controllo di Gemina-Fiat, per partecipare al bando per
il P.M.C. aveva scelto di associarsi con Parsons
Transportation Group inc., controllata dall’omonimo
gruppo statunitense Parsons e partner del consorzio
guidato da Impregilo, il maggiore gruppo di
costruzioni italiano - anche’esso in mano a
Gemina-Fiat - in gara per il General Contractor del
Ponte contro la cordata diretta da Astaldi. Come
ebbero a dire all’agenzia ANSA i manager di Impregilo,
la decisione di affidarsi al gruppo Parsons verteva
sul suo riconoscimento a livello mondiale "come
operatore con le maggiori competenze nella
progettazione e realizzazione di ponti sospesi". Se
Tecnimont fosse rimasta in mani Edison e Impregilo
fosse stata scelta come General Contractor, ci saremmo
trovati di fronte ancora alla coincidenza tra
controllore e controllato.
Al banchetto dell’Alta Velocità
Il passaggio di Tecnimont alla Maire Engineering segna
un vero e proprio ribaltone nelle alleanze in vista
dei lavori del Ponte, ma complica tuttavia la lettura
del quadro, di per sè contraddittorio, che regola le
relazioni di affare intessute dai protagonisti per la
cogestione delle grandi opere pubbliche, Alta Velocità
ferroviaria in testa. Tecnimont detiene infatti il
50,5% delle quote societarie del Consorzio COCIV per
la realizzazione della tratta Milano-Genova, seguita a
poca distanza dalla "concorrente" Impregilo (44%), CER
Consorzio Emiliano Romagnolo fra le Cooperative di
Produzione e Lavoro (3%), Collegamenti Integrati
Veloci S.p.A. (2%) e Società Italiana Condotte d’Acqua
(0,5%). Maire Engineering è invece presente nel
Consorzio CAVET per la nuova linea ferroviaria
Bologna-Firenze (quota 8%) e nel Consorzio CAVTOMI
Torino-Milano (quota 16%).
Entrambi i consorzi vedono il controllo determinante
di Impregilo (75,9% in CAVET e 66,5% in CAVTOMI), una
significativa partecipazione in CAVET della C.M.C.
Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna e del
CRPL-Consorzio Ravennate di Produzione e Lavoro, e
quella della Società Italiana Condotte d’Acqua in
CAVTOMI. I "concorrenti" al Ponte sullo Stretto, cioè,
siedono fraternamente al banchetto dell’Alta Velocità:
di Tecnimont-Maire (partner Astaldi) sono socie
infatti C.M.C. e Condotte d’Acqua, entrambe in
associazione con Impregilo nelle gara per il General
Contractor. Con un particolare in più: Società
Italiana per Condotte d’Acqua ha assicurato un
"appoggio esterno" alla recente scalata al colosso
delle costruzioni di Gemina-Fiat e presto dovrebbe
entrarne direttamente nella composizione sociale.
Per la cronaca, i dirigenti di Maire Engineering,
Impregilo, C.M.C. e CRPL condividono pure la stessa
aula di Tribunale a Firenze, dove devono rispondere
dei danni ambientali e della compromissione delle
risorse idriche causati durante i lavori di scavo per
la linea ferroviaria Bologna-Firenze.
Pizzarotti "contro" Astaldi per le tratte delle
ferrovie
Dopo aver inutilmente tentato di convincere la
"concorrente" Impregilo a presentare un’unica offerta
per la gara del Ponte, Astaldi aveva tentato di
rilevarne buona parte del pacchetto azionario nel
momento in cui il colosso di Gemina-Fiat manifestava
gravi difficoltà finanziarie e insostenibili
sovraesposizioni bancarie. Lo scorso aprile, però, la
società di costruzioni romana partner di Maire
Engineering nella corsa al Ponte, si era vista
soffiare l’affare dalla cordata composta dalle
famiglie lombarde Bonomi e Rocca, dalla finanziaria
Argo dell’imprenditore Marcellino Gavio e da
Autostrade S.p.A. del Gruppo Benetton. Neanche tre
mesi dopo Astaldi è costretta a digerire un secondo
boccone amaro, stavolta per mano di un’altra azienda
partner nella gara per il megamostro tra Scilla e
Cariddi, la Pizzarotti di Parma. Nel momento in cui i
maggiori organi d’informazione preannunciavano il
possibile acquisto da parte di Astaldi dell’azienda
Garboli-Conicos (200 milioni di euro di fatturato
annuo), ecco spuntare i manager Pizzarotti con
un’offerta di 58 milioni di euro che convince la
Con.I.Cos Partecipazioni a cedere il 90% della S.p.A.
con sede a Mondovì (Cuneo), Roma e Perugia e un
consigliere di amministrazione - Paolo Sabatini -
membro del C.d.a. di Gemina e Amministratore delegato
di Promozione e Sviluppo S.p.A. (Gruppo Impregilo).
L’azienda di Parma è leader nella realizzazione e
l’ampliamento di buona parte delle basi militari USA e
NATO in Italia (Comiso, Sigonella, Napoli, Camp
Ederle, La Maddalena) e vanta un portafogli lavori di
tutto riguardo (in Francia ha realizzato il parco
divertimenti Eurodisney e parte della nuova linea
metropolitana Aeroporto Charles de Gaulle-Parigi,
mentre da un anno è General Contractor per la nuova
arteria autostradale Catania-Siracusa). Con
l’acquisizione di Garboli-Conicos, Pizzarotti rafforza
la propria presenza nell’Alta Velocità e consolida i
legami con l’imprenditoria siciliana che attende con
ansia il via dei lavori per il Ponte sullo Stretto.
Poco meno di due anni fa, infatti, Pizzarotti aveva
stipulato con Todini Costruzioni Generali S.p.A. un
contratto di acquisizione del ramo d’azienda
comprendente la partecipazione nel Consorzio CEPAV
Due, incaricato della realizzazione della nuova linea
ferroviaria Milano-Verona. (Particolare di non poco
conto, la stessa Todini, insieme a Rizzani de Eccher e
Salini Costruzioni avevano poi costituito il Consorzio
Risalto, associatosi con l’austriaca Strabag nella
fase preliminare della gara per il General Contractor
del Ponte sullo Stretto, gara misteriosamente
disertata proprio alla vigilia della presentazione
delle offerte).
Nel Consorzio CEPAV 2 Pizzarotti incontra la stessa
Garboli-Conicos (detentrice di una quota del 12%
analoga a quella ottenuta dall’azienda di Parma da
Todini), la Saipem e la SnamProgetti del Gruppo ENI
(47%), Condotte d’Acqua (12%), Maltauro (12%) e
Acquater (5%). Sempre nell’ambito del business dei
lavori ferroviari, Pizzarotti risulta consorziata
(14,1%) in CEPAV Uno per la realizzazione della tratta
Milano-Bologna ancora una volta con SnamProgetti e
Saipem ENI (50,4%), C.C.C. Consorzio Cooperative
Costruzioni di Bologna (21,3%) e Grandi Lavori
Fincosit (14,1%). Come abbiamo già avuto occasione di
vedere, Pizzarotti, C.C.C. e Grandi Lavori Fincosit
concorrono congiuntamente con Astaldi nella gara per
il General Contractor del Ponte sullo Stretto, mentre
Società Italiana Condotte d’Acqua è membro della
cordata "concorrente" guidata da Impregilo.
Evidenti anche gli appetiti delle due società ENI
nella corsa ai lavori del Ponte. SnamProgetti si è
associata con Technip Italy S.p.A. (quest’ultima
attiva nel business delle acque e dei rifiuti in
Sicilia) per partecipare alla gara per il Project
Management Consulting, mentre Saipem aveva guidato il
consorzio d’imprese che a metà anni ’80 avevano
presentato alla Società Stretto di Messina un progetto
alternativo di attraversamento in alveo tra Scilla e
Cariddi.
Gli amici siciliani
Attraverso Garboli-Conicons, Pizzarotti mette radici
direttamente nel cuore della città di Messina: il
gruppo di Mondovì è infatti azionista della società
mista di trasformazione urbana "Il Tirone S.p.A",
accanto al Comune di Messina e a due aziende di
proprietà del geometra Carlo Borrella (De.Mo.Ter.
Demolizioni Terra e Ingegneria e Finanza).
Il geometra Borrella, monopolista locale dei lavori di
movimentazione terra ma con vasti interessi economici
in diverse regioni d’Italia, è tra i pretendenti più
accreditati di subappalti e lavori viari e ferroviari
per il Ponte. La sua De.Mo.Ter. ha già operato nella
realizzazione delle maggiori infrastrutture a Messina
in vista del collegamento stabile Calabria-Sicilia.
Per conto del Consorzio Ferrofir, composto -
coincidenza - da Astaldi, Di Penta ed Impregilo, il
gruppo Borrella ha eseguito i lavori di sancamento
della galleria dei Peloritani tra Villafranca e
Messina, predisposta a favore del costruendo passante
ferroviario per il Ponte sullo Stretto. Recentemente
De.Mo.Ter. ha pure rilevato gli ultimi lotti per il
completamento degli svincoli sulla Messina-Palermo ai
quartieri di Giostra e Annunziata che garantiranno una
prima penetrazione autostradale verso Capo Peloro e la
futura torre siciliana del manufatto. Ci sono infine
le relazioni di fiducia intessute con i prevedibili
committenti del Ponte: la società del geometra
Borrella ha appena ottenuto i lavori per un lotto
della metropolitana costiera di Catania (49 milioni di
euro) da Italferr S.p.A., alla guida dell’associazione
temporanea d’imprese con Metropolitana Milanese, Luois
Berger, SAS, Setec TPI, Tractebel Development
Engineering in gara per il Project Management
Consulting (questo nonostante la stessa Italferr sia
la società d’ingegneria delle Ferrovie azioniste della
Stretto di Messina S.p.A...). Alla Di Penta, poi
Astaldi, la De.Mo.Ter. è subentrata nella
realizzazione del nuovo Stadio San Filippo di Messina;
dalla Pizzarotti Parma ha invece ottenuto una commessa
per 5,2 milioni di euro per la costruzione del
cosiddetto "Residence Mineo" destinato ad ospitare 400
alloggi familiari per il personale americano in forza
alla base nucleare di Sigonella.
Nonostante le aziende del gruppo Borrella abbiano
eseguito decine di lavori con affidamento diretto da
parte degli amministratori di centro-destra del Comune
di Messina, non è mancata la disponibilità alla
partnership con le aziende o le cooperative cosiddette
"rosse". I lavori per conto della Pizzarotti a
Sigonella, ad esempio, sono stati eseguiti in
associazione temporanea con la Itaca S.r.l. del gruppo
Mancuso di Brolo, società di costruzioni che ha
realizzato a Messina buona parte dei complessi
abitativi della locale Lega delle Cooperative. E la
De.Mo.Ter., appena qualche mese fa, insieme alla
C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna,
ha ottenuto dalla provincia di Lucca lavori per 37
milioni di euro per la variante di collegamento
stradale Castelnuovo-Garfagnana.
La turbativa "rossa" nelle gare del Ponte
Comunque vada a finire, il Ponte sullo Stretto sarà
targato Lega delle Cooperative. Questo perchè in
ambedue le cordate (quella a guida Astaldi e l’altra a
guida Impregilo) compaiono due Consorzi-soci Coop
(nella prima il Consorzio Cooperative Costruzioni di
Bologna e nella seconda il Consorzio Muratori
Cementizi di Ravenna). Con un particolare che in altri
tempi avrebbe fatto certamente "arrossire" di vergogna
ma che oggi, nell’Italia dei mille conflitti
d’interesse, sembra proprio non dover turbare il sonno
delle autorità statali e giudiziarie. C.C.C. e C.M.C.
non condividono infatti solo l’appartenenza alla Lega
delle Cooperative: la coop ravennate è contestualmente
il più importante socio del Consorzio Costruzioni di
Bologna. Un’entità, dunque, che partecipa attraverso
due propri soggetti ad una stessa gara. Su due fronti
opposti, però.
Nessuna ipotesi di turbativa per le aziende
"concorrenti" che ad oggi non hanno sollevato il caso
davanti alla società concessionaria per tutte le opere
del Ponte. Del resto è in associazione con il
Consorzio Cooperative Costruzioni e con la partner
Grandi Lavori Fincosit, che Impregilo ha recentemente
ottenuto i lavori per il Passante autostradale di
Mestre (importo 60 milioni di euro); mentre con la
"concorrente" Astaldi, Impregilo sta portando avanti
enormi commesse per l’ammodernamento dell’autostrada
Salerno-Reggio Calabria.
Sempre Impregilo è in quota IRICAV Due per la
realizzazione della tratta ferroviaria ad Alta
Velocità Verona-Padova, accanto ancora ad Astaldi
(leader del Consorzio), Ansaldo Trasporti, Condotte
d’Acqua, Salini Costruzioni, Torno Internazionale e,
pur se con una quota infinitesimale, Fintecna S.p.A.,
la finanziaria statale che dopo la recente
ricapitalizzazione della Società Stretto di Messina ne
è divenuta la maggiore azionista con il 68,8% del
capitale. Fintecna detiene anche una quota nel
Consorzio IRICAV Uno per la tratta ferroviaria
Roma-Napoli: appena lo 0,1% che tuttavia è
estremamente "pesante" e compromissorio per Fintecna,
dato che la società pubblica è la garante finanziaria
di TAV S.p.A. per la buona esecuzione dei lavori.
Gli altri soci di IRICAV Uno? Innanzitutto Società
Italiana Condotte d’Acqua (34,9%): poi Ansaldo
Trasporti-Sistemi Ferroviari (17,4%), Astaldi (27,9%),
Vianini Lavori (16,3%) e C.C.C. - Consorzio
Cooperative Costruttori (3,5%): ancora i principali
concorrenti alla gara del Ponte soci della maggiore
azionista della Società concessionaria per il Ponte.
Con due ulteriori aggravanti: la presenza tra i membri
del consiglio di amministrazione di Fintecna di
Ernesto Monti, presidente del Cda Astaldi; la
partecipazione nei collegi sindacali di Fintecna e
della Società Stretto di Messina del dottore Lucio
Mariani, pure membro del consiglio di amministrazione
di Astaldi presieduto dal professore Monti. Un altro
controllore che prima o poi potrebbe controllare se
stesso.
La inossidabile lobby del Ponte
Le sorprese non sono finite. Chi è stato chiamato a
presiedere il nuovo consiglio di amministrazione della
Garboli-Conicos acquistata da Pizzarotti? Il cavaliere
del lavoro Franco Nobili, un curriculum professionale
trentennale ai vertici della società di costruzioni
Cogefar del Gruppo Gemina-Fiat, entrata poi a far
parte di Impregilo, ed attuale membro del Cda del
gruppo di Parma e dunque formalmente "avversario" di
Impregilo nella gara per il General Contractor del
Ponte. Franco Nobili ha pure ricoperto dal 1989 al
1993 la carica di presidente dell’IRI, l’istituto, poi
liquidato, a capo dell’industria statale nazionale e
di cui è stato direttore generale e membro del
Collegio dei liquidatori l’odierno amministratore
delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. La
stagione di Franco Nobili all’IRI ha coinciso, tra
l’altro, con il piano di rilancio della controllata
Società del Ponte, con la nomina alla presidenza del
giornalista Nino Calarco (oggi presidente onorario
della S.p.A.) e con l’inserimento nella finanziaria di
un rilevante stanziamento annuale a favore della
concessionaria. Nobili dovette abbandonare l’incarico
all’IRI a seguito all’arresto per una storia di
tangenti. Ad accusarlo l’allora vicedirettore di
Italstat Alberto Mario Zamorani: secondo il manager,
Franco Nobili avrebbe fatto parte del cosiddetto
"sistemone", il tavolo di imprenditori e politici dove
venivano suddivisi appalti e subappalti per i lavori
pubblici stradali. Nobili trascorse 77 giorni in
prigione; rinviato a giudizio fu però assolto otto
anni dopo. Il cavaliere del lavoro è pure finito sotto
inchiesta per vicende relative agli appalti ENEL. I
processi, tuttavia, si sono conclusi sempre a suo
favore: a Milano, dopo la condanna in primo grado, è
giunta l’assoluzione in appello; assoluzione a Salerno
e infine prescrizione nel procedimento aperto dai
giudici di Roma.
Il ruolo di prestigio di Franco Nobili nel mondo dei
grandi costruttori è sancito dalla sua ininterrotta
vicepresidenza vicaria dell’IGI, l’Istituto Grandi
Infrastrutture diretto dall’on. Giuseppe Zamberletti,
odierno presidente della Società Stretto di Messina.
L’IGI è certamente il cuore pulsante delle Grandi
Opere, anzi, per precisione, è l’Istituto per
antonomasia del Ponte: i componenti del consiglio
direttivo in carica sono i rappresentanti di quasi
tutte le società in corsa per la sua realizzazione.
Presidente IGI Zamberletti. Vicepresidente vicario
Franco Nobili e vicepresidenti "ordinari" Fabrizio Di
Amato (presidente Maire Enginering), Gian Maria
Gros-Pietro (presidente di Autostrade S.p.A. entrata
nel controllo di Impregilo); Vittorio Morigi (manager
C.M.C. Cooperativa Mutarori Cementizi di Ravenna);
Salvatore Ricci (nel Cda Impregilo). Membri del
consiglio: Pasquale Alcini (Vianini Lavori); Duccio
Astaldi (Società Italiana Condotte d’Acqua); Riccardo
Bonasso (Italferr S.p.A.); Paolo Cetroni (Astaldi);
Franco Lattanzi (Capitalia, gruppo bancario azionista
di Astaldi ed Impregilo), Luca Pecchio (Techint,
società del Gruppo Rocca, anch’essa entratta nel
controllo di Impregilo); Roberto Pratesi (Tecnimont);
Alessandro Mazzi (Grandi Lavori Fincosit).
Il trionfo olimpico dei "signori del Ponte"
Ricapitoliamo. Maire Engineering (ex Fiat Impresit),
in gara per il GC del Ponte, ha acquistato Tecnimont
in gara per controllare il progetto definitivo del GC.
Pizzarotti, anch’essa in gara per il GC, ha acquistato
la Garboli-Conicons, società dagli accertati legami
con amministratori e imprenditori rampanti della città
dello Stretto. Il Consorzio di Cooperative di Bologna
che gioca la partita del Ponte con due distinti mazzi
di carte ma con gli stessi interlocutori locali di
Astaldi, Pizzarotti & Soci. Infine la fitta rete di
compresenze e alleanze tra le differenti società
"concorrenti".
Esito scontato quello della gara per il Ponte. Vincerà
ancora una volta il capitalismo assistito italiano,
quello uscito indenne dalla breve stagione di Mani
Pulite, che nonostante gli inni alla sana
competizione, continua a imporre le regole e le scelte
sulle grandi opere infrastrutturali. Alta velocità
docet.
I protagonisti del Ponte sono gli stessi di quelli del
Mose di Venezia, del Passante di Mestre, delle nuove
tratte ferroviarie e autostradali, dei cosiddetti
"aiuti allo sviluppo" in Africa, Asia e America
latina. Sono i protagonisti delle colate di cemento
realizzate in vista dei XX Giochi Olimpici invernali
di "Torino 2006".
Una coincidenza a dir poco sorprendente:
MaineEngineering, C.C.C. di Bologna e
Gariboli-Conicons, individualmente o in associazioni
costituite ad hoc, sono proprio le aziende che hanno
fatto il pienone nelle gare d’appalto indette
dall’Agenzia per lo svolgimento delle Olimpiadi
invernali. Un’occhiata all’elenco (comunque parziale)
con date di aggiudicazione dei lavori, oggetto,
importo a base d’asta, ribassi e vincitori, fornito
dall’Istituto Grandi Infrastrutture dell’on.
Zamberletti:
1) 24 gennaio 2003: realizzazione di due trampolini
Olimpici e tre trampolini minori per le gare di salto
con sci, più edifici servizio e seggiovia biposto;
15.535.112,40 euro; 10,19%; Consorzio Cooperative
Costruzioni C.C.C. di Bologna.
2) 7 aprile 2003: progettazione definitiva,
realizzazione e gestione per un periodo di anni 30
dell’immobile Villaggio Media "Spina 2" a Torino;
17.912.290,56 euro; 22,46%; Società Garboli-Conicos
S.p.A., Roma.
3) 8 aprile 2003: progettazione definitiva,
realizzazione e gestione dell’immobile Villaggio Media
"Villa Claretta" a Grugliasco (Torino); 16.174.076,57
euro; 48,02%; Società Garboli-Conicos, Roma.
4) 16 maggio 2003: realizzazione del palazzo del
ghiaccio di Torino; 8.424.945,09 euro; 8,90%;
Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di Bologna.
5) 30 luglio 2003: esecuzione di tutte le opere edili
ed impiantistiche per la ristrutturazione di 5
padiglioni del centro di formazione internazionale
ITC-ILO di Torino - 2° lotto; 12.229.370,95 euro;
19,03%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di
Bologna.
6) 26 agosto 2003: ristrutturazione dell’ospedale
militare Caserma Riberi di Torino; 22.605.762,41 euro;
8,91%: ATI: Consorzio Ravennate COOP.VE, SECAP S.p.A.,
ARCAS S.p.A..
7) 12 settembre 2003: realizzazione del Palazzo del
Ghiaccio di Torre Pellice (Torino); 7.530.000,00 euro;
4,99%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di
Bologna.
8) 16 settembre 2003: ristrutturazione del Palavela di
Torino e realizzazione dell’impianto per il
pattinaggio artistico e lo short-track - 2° lotto;
29.640.155,65 euro; 1,00%; RTI a guida FIAT
Engineering S.p.A..
9) 31 ottobre 2003: realizzazione di un impianto
sportivo per le diverse gare olimpiche di sci di fondo
e sistemazione idraulica del Torrente Chisone;
14.057.739,17 euro; 7,95%; Consorzio Ravennate
Cooperative di Produzione e Lavoro.
10) 12 gennaio 2004: realizzazione delle palazzine
residenziali da adibire a villaggio olimpico - 3°
lotto; 21.298.090,54 euro; 3,74%: ATI: Fiat
Engineering - Garboli Conicos S.p.A., Consorzio
Cooperative Costruzioni C.C.C..
11) 12 gennaio 2004: realizzazione delle palazzine
residenziali da adibire a villaggio olimpico - 4°
lotto; 20.842.034,04 euro; 3,74%; ATI: Garboli Conicos
S.p.A., - Fiat Engineering, Consorzio Cooperative
Costruzioni C.C.C..
12) 12 gennaio 2004: realizzazione delle palazzine
residenziali da adibire a villaggio olimpico - 5°
lotto; 19.703.286,56 euro; 3,74%; Consorzio
Cooperative Costruzioni C.C.C. - Fiat Engineering,
Garboli Conicos S.p.A..
13) 20 gennaio 2004: progettazione esecutiva e
costruzione del "Villaggio Media"; 17.969.377,59 euro;
0,486%; ATI: Garboli-Conicos S.p.A., Consorzio
Cooperative Costruzioni C.C.C..
14) 15 aprile 2004: realizzazione del Villaggio
Olimpico MOI di Torino - 2° lotto; 23.472.543,15 euro;
0,096%; ATI: Garboli-Conicos S.p.A. - Maire
Engineering - Consorzio Cooperative Costruzioni
C.C.C...
15) 19 aprile 2004; adeguamento e messa in sicurezza
SS 589 nel Comune di Pinerolo zona Porporata -
tangenziale di collegamento con Area Olimpica;
18.031.250,97 euro; 7,808%; ATI a guidata dal
Consorzio Ravennate delle Cooperative di Produzione e
Lavoro.
16) 28 luglio 2004: realizzazione variante alla SS. n.
589 - 1° lotto; 60.814.736,44 euro; 12,783%; RTI
guidato da Grassetto Lavori S.p.A..
In sintesi 12 gare su 16 per un importo complessivo di
210.731.283,1 di euro sono finite alle magnifiche tre
delle Olimpiadi "Torino 2006" (Garboli-Conicos, Maire
Engineering, C.C.C. di Bologna). Una gara è stata
vinta dalla Grassetto Lavori, società entrata a far
parte del gruppo di costruzioni di Marcellino Gavio
neoazionista di Impregilo; le ultime tre gare sono
andate invece al Consorzio Ravennate delle Cooperative
di Produzione e Lavoro, socia di Impregilo nel
Consorzio CAVET nella tratta ferroviaria
Bologna-Firenze. Insomma i soliti noti.
Certo è l’intero meccanismo concorsuale a lasciare non
poche perplessità: in tre delle gare esaminate (n. 3,
4 e 14) è stata presentata, ad esempio, un’unica
offerta e si sono registrati ribassi certamente
anomali (il 48,02% in una e un misero 0,096%
nell’altra). Ancora più sorprendente quanto accaduto
nella giornata del 12 gennaio 2004, quando furono
aperte le offerte di tre distinti lotti per la
realizzazione del villaggio olimpico di Torino: il
raggruppamento temporaneo Consorzio Cooperative
Costruzioni C.C.C. - Fiat Engineering - Garboli
Conicos sbaragliavano gli avversari in tutte e tre le
gare, presentando l’identico ribasso (il 3,74%) ma
invertendo solo l’ordine di mandante e mandatarie.
Tanto, invertendo l’ordine dei fattori il risultato
non cambia.
Antonio Mazzeo
(Redazione "Terrelibere")
redazione@reporterassociati.org