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Bifo su "la cronaca di una delusione"

domenica 15 maggio 2005 di Bifo

Quando ho scritto "la cronaca di una delusione" che è uscita su Liberazione di martedì, non era mia intenzione fare classifiche tra i vari sindaci bolognesi, o stabilire se si comporta meglio Guazzaloca o Cofferati. Era mia intenzione aprire una discussione più seria e più importante, che va al di là del caso bolognese. Riflettendo su quello che sta accadendo a Bologna volevo porre un problema: cosa succederà quando finalmente il centro-destra avrà perduto le elezioni, e una coalizione di centrosinistra prenderà il suo posto?

E’ legittimo aspettarsi un cambiamento degli indirizzi di politica sociale che hanno guidato il governo di centro-destra? E’ legittimo aspettarsi l’avvio di un processo di redistribuzione della ricchezza sociale che sposti verso il salario una parte del reddito che negli anni passati è andato al profitto? E’ legittimo aspettarsi che le politiche di accoglienza dei lavoratori migranti siano improntate a uno spirito di civiltà piuttosto che a uno spirito punitivo e discriminatorio? E’ legittimo aspettarsi una politica della comunicazione che valorizzi l’attivismo mediatico di base, dirottando risorse dai gruppi privati che si sono illegalmente impadroniti dell’intero sistema comunicativo? E’ legittimo aspettarsi la creazione di un reddito di cittadinanza per i settori del lavoro precarizzato che sono i più dinamici ma anche i più sfruttati nell’intero mondo produttivo? Insomma, è legittimo aspettarsi più democrazia e meno assolutismo del capitale? E’ legittimo aspettarsi che l’Italia liberata dal centro destra cerchi strade capaci di portare fuori dal predominio dell’ideologia neoliberista?

Dal momento che spesso nel passato si è parlato di Bologna come un laboratorio della svolta politica (e in effetti spesso questa città ha avuto un simile ruolo di anticipazione), volevo semplicemente segnalare il fatto che la gestione Cofferati sembra stroncare sul nascere aspettative di quel tipo.

Ma tra le reazioni suscitate dal mio intervento di martedì ce n’è una che mi preoccupa particolarmente. E’ quella che ho letto sul Riformista, che spara un titolo che sarebbe divertente se non facesse venire i brividi. Il giornale diretto da Antonio Polito (liberale democratico e tollerante sì, ma non quando si attenta ai sacri valori del profitto) spara il titolo: "Forza Sergio, picchia duro su legge ordine produttività" Proprio così: picchia duro. Fagliela vedere a quegli scansafatiche di dipendenti comunali, frustali, fottitene dei contratti firmati in passato dal sindacato, e se non rigano diritto picchia duro. Legge e ordine. Basta col degrado. Tutti a letto alle undici.

Nei giorni scorsi ha suscitato un certo scandalo il fatto che Vladimir Putin abbia riempito le strade di Mosca con enormi ritratti di Stalin. Ma c’è poco da stupirsi. Il crollo del sistema comunista non ha significato affatto una democratizzazione, ma semplicemente uno spostamento di reddito dai ceti del lavoro verso i ceti del profitto. E la violenza può sempre essere utile, in nome della legge, dell’ordine e della produttività. Con il mio intervento di martedì volevo proporre una discussione proprio su questo punto: cosa possiamo aspettarci dopo la vittoria della coalizione di centrosinistra che tutti auspichiamo? Un governo che dà al paese maggiore democrazia sociale, o un governo che picchia duro su legge ordine e produttività?

Cerchiamo di capirci su questo punto, così sappiamo almeno cosa aspettarci.




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