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La mutualità sociale nella prassi dell’ assicurazione etica

venerdì 12 marzo 2004 di Vittorio Lovera

Il senso compiuto del percorso intrapreso, fin dal 1995 da CAES, è la volontà di recuperare tra persone singole e tra soggetti economici, un diffuso senso di appartenenza e di solidarietà (la mutualità o meglio la mutualità sociale) sia territoriale che sovralocale, attraverso la pratica consapevole - nel nostrospecifico - dell’ assicurazione etica.

Il "progetto CAES " intende promuovere e consolidare attraverso la creazione di un movimento di consumatori assicurativi consapevoli, un’assicurazione eticamente orientata e con essa appunto il recupero di un senso di mutualità diffuso.

Qual’è il nesso fattuale tra assicurazione e senso di mutualità?

Evidentemente si è persa nella notte dei tempi il senso originale che ha portato alla nascita delle prime Compagnie Assicurative: un patto di mutualità tra i soggetti (in quel caso, contadini) per fare fronte comune contro gli effetti di nefaste calamità (nel loro specifico la grandine che metteva a rischio le loro fatiche e i loro investimenti/risparmi). Le perversioni del mercato capitalista hanno manmano modificato il valore delle prime Mutue Assicuratrici e a poco a poco le Compagnie Assicurative si sono trasformate nelle reali cassaforti delle Holding ( eloquente la funzione di ancora di salvataggio svolta in più occasioni da Toro per Fiat, fino all’ultimo estremo "sacrificio" del gioiello di famiglia, con la cessione del gruppo alla De Agostini per permettere l’ennesimo salvataggio del gruppo automobilistico, o sempre per comprendere il valore di "cassaforte" dei gruppi assicurativi e la finanziarizzazione dei mercati, il caso Mediobanca-Generali o quello per la fusione ed il controllo di Sai-Fondiaria).
br> Ecco allora che per il mondo della finanza etica e del consumo critico diventa di rilevanza strutturale comprendere come il recupero del senso di mutualità tra soggetti sia il vero collante per attivare quella svolta culturale e di consapevolezza verso un altro modo di interpretare la finanza alternativa e di praticare consapevolmente e concretamente innovative strade di cambiamento verso "un altro mondo possibile".

Il "progetto CAES " ha rappresentato - forse originariamente, con inconscia casualità che ha lasciato ben presto il posto alla consapevolezza della rilevanza strategica di questo percorso - un "laboratorio di idee" sintesi di molte prassi in atto nel mondo del consumo critico.

L’incipit è l’obiezione lavorativa di alcuni soggetti (nella casualità, assicuratori) che intendono dare un senso sociale e valoriale, alla loro pratica lavorativa.

Il secondo importante rilievo è la territorialità: il progetto nasce in un comune dell’hinterland milanese (Limbiate) per dare un servizio alla comunità locale, è lì che CAES si struttura e si definisce, che comprende che deve diventare aggregante e sinergica con altre iniziative" consumieristiche " ed ecco che allora all’interno della medesima struttura le stesse persone aprono una Bottega del Commercio Equo e Solidale, uno sportello del G it di Banca Etica, collaborazione fattiva con Mag 2 Finance, con l’Associazione Consumatori Utenti (ACU) e con ACEA.
E’ in quella fase che si definisce che una quota degli utili dell’ allora Cooperativa CAES, andrà dirottata per contribuire concretamente alla realizzazione di quei progetti locali , con forte pregnanza sociale, presentati dai gruppi che scelgono di diventare partner di questo percorso.

La terza intuizione: l’interazione di soggetti diversi nella compagine sociale. Normalmente una cooperativa vede sedere nel proprio Cd’A i soci-lavoratori. CAES intuisce che non è sufficiente per creare aggregazione politica diffusa sul progetto, e nel progetto vengono coinvolte Chico Mendes (presidenza a Luca Munari - che non smetteremo mai di ringraziare per quanto ha saputo fare e rischiare- in rappresentanza delle BDM), Acea e Acu (Federico Ceratti), Consorzio Imprese Sociali SIS (Dario Cassata), Mag 2 Finance (Giovanni Acquati), Mag 4 (Lorenzo Vinci) , Libera Università di Alcatraz (Jacopo Fo), Consorzio Sociale ICS di Torino (Claudio Amisano), Coop. Soc. Naturcoop (Paolo Cova) e una quota di soci-lavoratori (Fortunati,Lovera,Palombi,Alessandrini).
Inoltre un grande ruolo di vicinanza politica e tecnica con la Coop.Soc. Urbana (Rebuzzini, Caniggia, Cattaneo) e con Coop. Soc. Viridalia (Alemanno) e Coop. Soc.La Riabilitazione (Annoni) ha permesso al " progetto CAES ", nel suo complesso, di essere rappresentativo di un’area plurale - diversa e differente su molti accenti e prassi - ma coesa nel ritenere che solo risposte complesse e articolate potevano portare reali cambiamenti nel mondo delle assicurazioni tradizionali.

Nel 1998 la prima grande svolta, con la scelta politico-strategica di diventare "progetto nazionale a servizio del no-profit" - scelta che ingenera non poco dibattito all’interno della struttura - ma che porta ad una svolta di visibilità e di consapevolezza centrali alla crescita del progetto.
Vengono aperti nuovi uffici a Castellanza (Va) con una seconda BDM . Diventano nostri assicurati realtà quali WWF Italia, ARCI Ragazzi Nazionale, Solaris. Otteniamo una prima certezza: una rilevante fetta del mondo del no-profit ha compreso il portato innovativo del nostro progetto, sia in punto tecnico che in punto di aggregazione politica, e ha scelto di collaborare.

Nel 2001 la seconda svolta: viene costituito il Consorzio Sociale CAES. Coop.CAES, Banca Popolare Etica, Consorzio Sociale ICS, Consorzio Sociale Sol.Co Varese, Coop. Soc. Valmont To, Coop. Soc. Naturcoop, Coop. Soc. Urbana sono i soci fondatori.
Ad oggi possiamo contare su 11 dipendenti regolarmente assunti (in CAES nessuno percepisce provvigioni sul lavoro svolto), 4 sedi operative ( Castellanza, Torino, Milano - che ha preso il posto dei mitici uffici di Limbiate - e Padova) e una rete di accordi che vanno dal Progetto Banca-Assicurazione con Banca Popolare Etica ( prossima apertura di sportelli in tutte le sedi della Banca), con le Mag (Mag 2, Mag 4, Mag 6, Mag Verona e Mag Venezia), con CNCA (rete delle Comunità di accoglienza), Gruppo Abele, assicuriamo quasi tutte le BDM presenti in Italia e dovremmo riuscire a concludere definitivamente un accordo con CTM (siamo da tempo all’accordo valoriale ma sembra non ci sia mai tempo per renderlo realmente operativo), accordo con la FIM-CISL della Basilicata ( tra i magnifici soggetti del Comitato di Stanziano) e con numerosi gruppi di acquisto (gli storici Agenzia per la Pace di Chiavenna, Pace e Sviluppo di Treviso, Alcatraz di Jacopo Fo), lavoriamo con moltissimi GAS e con molte delle realtà dei Bilanci di Giustizia.

Abbiamo lavorato tecnicamente alla realizzazione tecnico-legale di ben 18 polizze assicurative (coprono tutto lo spettro dei Rami Assicurativi) che escono stampate con doppio logo (Consorzio Sociale CAES e ASSIMOCO - la Compagnia del Movimento Cooperativo - con cui operiamo prevalentemente) che sono a disposizione per la consultazione e la preventizzazione sul sito www.consorziocaes.org.

Siamo fieri di stampare sulle nostre polizze il prezzo sorgente, ovvero con l’indicazione della quota di ricavi che spettano al nostro Consorzio rispetto al premio complessivo e vorremmo fare sempre molto di più, quindi stiamo partendo, in sinergia con BPE, con un tavolo di lavoro per creare i presupposti tecnici e finanziari necessari alla costituzione della prima Compagnia Assicurativa Etico-Solidale .

Certo che per realizzare questo sogno la consapevolezza politico-valoriale di questo percorso deve diventare, un po’ alla volta, sempre più radicata tra le persone singole, attente e conseguenti rispetto a stili di vita e di consumo, nel mondo della cooperazione sociale e in qualche beatifica struttura nazionale.

Consapevoli che non è sufficiente l’impegno di nicchia "etico-buonista" per modificare i danni causati dalle politiche neo-liberiste e dalla conseguente finanziarizzazione selvaggia, cerchiamo di essere presenti concretamente al percorso del Movimento dei Movimenti, chi operando per Rete Lilliput chi in Attac Italia, e stiamo lavorando affinché sia possibile un lavoro congiunto (all’interno di RES) tra queste due realtà del movimento a partire da un ragionamento su Pubblico/Privato e il ruolo che può essere rappresentato dalle economie alternative.

Crediamo che il mondo del no-profit e della finanza etica debba sapersi rapportare al Movimento ed alla Politica in modo più incisivo e rappresentativo e che per converso il Movimento deve cogliere che chi si occupa concretamente e quotidianamente di cooperazione e di consumo critico, non è soggetto parziale, "etico" ma non "politico": il superamento di questo nodo e un ragionamento politico ampio e franco, potranno essere importante contributo teorico-pratico verso un altro modello di società.

Come Consorzio stiamo collaborando fattivamente all’Associazione della Finanza Etica e con il Forum Consumo Critico di Milano e siamo in prima linea con il Gruppo di Lavoro della Rete di Economia Solidale Italiana: continuiamo a credere - rincuorati dalla nostra esperienza concreta - che solo aggregando e maturando consapevolezza tra i vari soggetti che compongono la filiera del consumo alternativo (consumatori singoli ed organizzati, associazioni di area, imprese etiche) sia possibile incidere su un reale cambiamento.

Attuali criticità del Progetto:
-margini di miglioramento in tutte le aree operative che dovrebbero essere considerevolmente aiutate dall’entrata in funzione del sito operativo del Consorzio;
-lontananza tra le varie sedi e mancanza di "fisicità"e di confronto quotidiano con una quota di colleghi;
-necessità di superare le prime difficoltà imposte dal diventare impresa di dimensioni e rilevanza sempre maggiori (cosa che a volte ti porta a ragionare più spesso con logiche "analoghe" al for-profit: i dati di bilancio, la riduzione dei costi...);
-maggior complessità nello strutturare nuovi accordi di partnership (man mano che si entra in relazione politico-valoriale con strutture nazionali diventa tutto più complesso: tempi, burocrazia, ruoli, interessi in giuoco, personalismi);
-la difficoltà di gestire una struttura che cresce come organico, che lavora a ritmi vertiginosi e che vorremmo saper coinvolgere molto di più in tutte le fasi di nuova progettualità.

La sfida è di portare proposte innovative di trasparenza, solidarietà, giustizia e democrazia economica nel comparto assicurativo, che mai come in questi anni si sta rivelando una delle più grandi cassaforti della finanza mondiale. Proviamo quotidianamente ad offrire uno strumento concreto e non etico solo nel nome, per esprimere una chance di obiezione al sistema tradizionale: etico e cioè trasparente, semplice, senza distinzione tra singoli clienti, a sostegno diretto del no-profit italiano.
Con un sogno realizzabile: creare la prima compagnia assicurativa etico-solidale a livello europeo, per dimostrare che la Mutualità Sociale c’è, esiste, si manifesta concretamente e collabora per provare a dimostrare che è possibile "un altro mondo possibile".




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